Libertà di informare per una libera informazione

Written by Antonio Rossano on luglio 18th, 2009

Pensando alla utopia della “libera informazione”, uno degli aspetti più problematici , nel nostro paese, è il sistema istituzionale di controllo della stessa. Come ho anche accennato nell’ incontro di Roma del 23 giugno u.s. .
Molte realtà di giornalismo partecipativo italiane, tra cui anche alcune di quelle presenti a Roma,  che svolgono una attività di tipo giornalistico, non essendo costituite a “norma di legge” (registrazione al tribunale, direttore responsabile, etc…) sono in questo momento, per la legge italiana, assimilabili a dei criminali. Il reato contestabile è quello di “stampa clandestina”, per il quale è possibile andare in galera. E l’ 8 maggio dello scorso anno, per la prima volta nella storia, una condanna per questo reato è stata comminata ad un “giornale on-line”, “www.accadeinsicilia.net” e più precisamente al suo “editore” Carlo Ruta.

La vicenda di Carlo Ruta è controversa, si legge sulla rete che la denuncia nei suoi confronti sia giunta perchè egli aveva urtato suscettibili interessi “intoccabili” in Sicilia. Ma non è questo che interessa noi, come operatori di media partecipati e della libera informazione.

Quello che ci riguarda e su cui vorrei avviare una discussione è il fatto che l’ Italia è l’ unico paese al mondo dove l’ informazione è controllata da un ordine professionale. Che dovrebbe, a norma di legge, garantire la libertà di stampa, sorvegliando sugli abusi e le scorrettezze dell’ informazione. Detto in altri termini, un servizio di censura istituzionale.

Riconosciamo che la professionalità della gran parte dei giornalisti italiani è fuor di dubbio ed è un valore da garantire e salvaguardare; ma che da questo possa nascere un privilegio ed una casta, è un altro paio di maniche.

E Walter Cronkite, pioniere e tra i massimi esponenti del giornalismo mondiale proprio ieri passato a miglior vita, non era iscritto ad alcun ordine professionale.

Non è questa, e non vuole essere, una battaglia contro i giornalisti iscritti all’ ordine ma il desiderio di avviare un dialogo, partendo da questo luogo aperto, per ricercare una (o più) nuova formula per consentire a bloggers e giornalisti partecipativi di poter operare senza alcuna spada di Damocle sulla testa. Parliamone: voi che ne pensate?

Pronti per ripartire

Written by Antonio Rossano on luglio 13th, 2009

Dopo quasi sei mesi di lavoro, virtualmente braccio a braccio, il gruppo fondante di citizenmedia.it si è sciolto. Ognuno per la sua strada, ma con una bella esperienza alle spalle. Quella di aver creato il primo importante evento sui media partecipativi in Italia.

Qualcuno  potrà obiettare: ma se è stata una bella esperienza perchè vi separate?

Perchè abbiamo una diversa concezione del lavoro di gruppo e delle finalità di questa attività.

Ho sempre visto in questo progetto la possibilità di affermare un diritto alla libertà di espressione e di informazione, informazione vera, fatta “dal basso”.  Purtroppo in questo paese è difficile che ciò accada realmente. Perchè?

Per tanti motivi. Ma uno più di tutti: una strutturale incapacità a guardare oltre la punta del proprio naso, a vedere oltre il proprio orticello, guardare la luna e non il dito. Già … guardare la luna!!
Thiking th unthinkable, diceva Clay Shirky in un post che, per chi si occupa di citizenmedia, è già storia, anche se “solo” di marzo di quest’ anno. Ma parlava di altro… della incapacità degli editori di giornali di quardare diversamente al mondo dell’ informazione e della comunicazione. Eppure anche noi siamo stati “incapaci” di pensare l’ impensabile.
Di credere che fosse possibile camminare con le proprie gambe, senza avere una mamma FNSI alle spalle o tante altre etichette, più o meno politiche, di cui fregiarsi.

Ma recriminare non serve. Per il futuro?

Bernardo Parrella ha creato un Google Group sul quale intende continuare il suo discorso, Eleonora Pantò per il momento si ferma, sicuramente continuando le discussioni  sul giornalismo partecipativo su ning e sul suo blog.

Io continuerò a scrivere il libro in corso di redazione con il gruppo nato dal Barcamp CxC sulla condivisione per (fare) cultura e ad occuparmi di Yurait Socialblog (ahimè ultimamete trascurato….). E ad occuparmi di citizenmedia.it

A breve una ristrutturazione della piattaforma che, superato l’ obiettivo dell’ evento di Roma, mira a divenire un punto di riferimeto univoco per il giornalismo partecipativo in Italia.

I prossimi argomenti? Libertà di informazione e di espressione, contro tutte le cesure e le “censure” e prospettive di sviluppo per i citizenmedia. Aspetto idee e proposte al solito indirizzo: info@citizenmedia.it.